Intro
Immagina un percorso di due chilometri che si inerpica su una collina boscosa, dove ogni curva svela una cappella. Non è un semplice sentiero, ma un viaggio nel Seicento, tra fede e arte. Benvenuti al Sacro Monte di Varese, patrimonio UNESCO dal 2003.
Il luogo e le origini
Il Sacro Monte sorge sul monte Orona, a 883 metri di altitudine, nel cuore del Parco del Campo dei Fiori. La sua storia inizia molto prima del 1600: qui, sin dall’XI secolo, esisteva un santuario romanico dedicato a Maria, meta di pellegrini da Milano e dal Ticino. Nel XV secolo, il santuario fu ricostruito e divenne dimora delle Romite Ambrosiane.
L’idea e la costruzione
All’inizio del XVII secolo, una di queste monache, suor Maria Tecla Cid, immaginò un percorso che collegasse la pianura al santuario, permettendo ai fedeli di meditare sui misteri del Rosario. L’idea entusiasmò il cardinale Federico Borromeo e il cappuccino Giovanni Battista Aguggiari, che coinvolsero nobili famiglie milanesi nella raccolta di fondi.
L’architettura e le cappelle
L’architetto Giuseppe Bernascone, detto “il Mancino”, progettò quattordici cappelle lungo la via acciottolata, più il santuario stesso come quindicesima. Ogni cappella ha una forma unica, studiata per “mettere in scena” il mistero che rappresenta. I lavori procedettero speditamente: tredici cappelle erano già finite nel 1623!
Capolavori d’arte
Le cappelle sono un museo a cielo aperto del Seicento lombardo. Vi lavorarono grandi artisti come il Morazzone, il Nuvolone, e gli scultori Francesco Silva e Dionigi Bussola. Statue in terracotta e affreschi vividi raccontano scene come la Flagellazione, la Crocifissione e la Resurrezione, coinvolgendo il pellegrino in una narrazione potente.
Curiosità
Nel 1983, l’affresco della “Fuga in Egitto” sulla Cappella III, ormai deteriorato, fu sostituito da un’opera dello stesso soggetto dipinta da… Renato Guttuso! Inoltre, dalla sommità si gode una vista spettacolare sul Lago di Varese.
Conclusione
Il Sacro Monte di Varese non è solo un luogo di pellegrinaggio, ma un capolavoro che unisce natura, architettura e arte, nato dalla fede e dalla genialità di artisti e mecenati. Un percorso che, ancora oggi, continua a ispirare chi lo percorre.
